Quando vedi formiche sul parquet, quasi sempre stanno seguendo una scia odorosa verso una fonte di cibo o d’acqua. Il legno non le attira in sé; è l’ambiente domestico a richiamarle, soprattutto le briciole zuccherine, i residui di succhi e marmellate, il cibo degli animali domestici, gocce d’acqua sotto i mobili o vicino ai battiscopa. Il parquet, con le sue microfughe, giunti perimetrali e passaggi tra tavole e zoccolino, offre corridoi perfetti per entrare e uscire inosservate. Capire che le formiche sono guidate da feromoni a “strada” è la chiave: se ti limiti a schiacciarle, la colonia ne invierà altre lungo lo stesso tracciato. L’obiettivo della guida è interrompere il percorso, eliminare la motivazione a tornare e colpire la colonia in modo mirato, proteggendo il legno.

Primo soccorso senza rovinare il legno

La prima mossa utile è rimuovere subito ciò che le ha attirate, ma con prodotti compatibili con la finitura del pavimento. Su verniciati e oliati si lavora bene con un panno in microfibra leggermente inumidito in acqua tiepida e una goccia di detergente pH neutro specifico per parquet; passi lungo la scia visibile e un po’ oltre, così da spezzare il “profumo” di pista. Evita alcol puro, ammoniaca e candeggianti: oltre a essere inutili contro i feromoni, possono opacizzare o macchiare la finitura. Se hai appena individuato un punto di ingresso, coprilo temporaneamente con nastro carta o con un cordone provvisorio di sapone morbido, giusto per guadagnare tempo mentre imposti la strategia.

Pulizia “anti-scie” e gestione delle briciole

Interrompere la scia è un gesto semplice che fa una grande differenza. Dopo la prima pulizia, ripassa i percorsi sospetti con acqua tiepida e pochissimo detergente neutro, quindi asciuga subito con un panno pulito per non lasciare aloni. Concentrati su battiscopa, spigoli sotto i pensili, piedini dei tavoli e bordo dei tappeti, che trattengono residui invisibili. Sposta temporaneamente le ciotole di cani e gatti su un vassoio con bordo e puliscilo appena hanno finito, perché le gocce dolci o grasse attorno alle ciotole sono calamite. Ogni volta che cucini dolci o spremute, un passaggio rapido in quelle zone evita che la colonia consolidi la tratta.

Esche alimentari: colpire la colonia senza spruzzare sul pavimento

Le esche sono il metodo più efficace e sicuro per eliminare il problema alla radice. L’idea è offrire un cibo gradito con un principio attivo a bassa concentrazione che le operaie trasportano nel nido, condividendolo con la regina. In casa, sul parquet, conviene usare contenitori chiusi o gocce di gel preconfezionato, così non macchi e non lasci residui appiccicosi. Se preferisci una soluzione fai-da-te, puoi preparare una gelatina zuccherina in un tappino o in un piccolo coperchietto: sciogli in poca acqua calda zucchero o miele, lascia intiepidire e mescola una minima quantità di acido borico o borace (attenzione a dosi e sicurezza domestica, perché sono irritanti e non vanno assolutamente lasciati accessibili a bambini e animali). Posiziona le esche a bordo zoccolino, vicino ai punti di ingresso, su supporti impermeabili che proteggano il legno. Nelle prime 24–48 ore potresti vedere più traffico: è un buon segno, significa che stanno trasportando il cibo nel nido. Resisti alla tentazione di pulire subito; attendi qualche giorno, poi rimuovi e ripulisci.

Barriere asciutte compatibili con il parquet

Per interrompere passaggi lungo i giunti, una barriera asciutta funziona bene perché non bagna il legno. La terra di diatomee, una polvere minerale finissima, crea un bordo che le formiche tendono a evitare. Stendila in un velo sottilissimo su un nastro carta posato a cavallo dello zoccolino o all’interno dei battiscopa, in modo da non lasciarla direttamente sul pavimento. È importante non disperdere la polvere, evitare di respirarla e rimuoverla con aspirazione dolce dopo alcuni giorni. Anche il gesso da sarto o il talco, usati allo stesso modo e sempre su supporto rimovibile, possono scoraggiare i passaggi senza toccare la superficie del parquet.

Essenze profumate: dove e come usarle con prudenza

Alcuni aromi risultano sgraditi alle formiche e aiutano a deviare le piste. Puoi applicare, su un cotton fioc o su un dischetto di cotone appoggiato sullo zoccolino, una goccia di olio essenziale di menta piperita, eucalipto o citronella. Lascialo agire dove non tocca il legno, per esempio su un pezzetto di alluminio o su un tappino, così eviti aloni. L’efficacia è temporanea ma utile per “spingere” le formiche verso le esche e tenere liberi i punti sensibili. Evita di spruzzare oli essenziali direttamente sul parquet: possono reagire con la finitura e lasciare macchie lucide.

Sigillare fessure e accessi senza compromettere il pavimento

Una volta indebolita la colonia, passa alla chiusura degli ingressi. Il punto tipico è il giunto tra tavola perimetrale e battiscopa o passaggi attorno a tubi e cavi. Un sigillante acrilico verniciabile, applicato con beccuccio fine e rifinito con una spatolina in plastica, crea una linea discreta che non macchia e resta elastica. Evita siliconi aggressivi direttamente sul legno oliato o cera: potrebbero non aderire o lasciare aloni. Nei passaggi impiantistici, una piccola guarnizione in gomma o schiuma a celle chiuse, ritagliata su misura, blocca corridoi che le formiche sfruttano dal sottopalco o dal vano tecnico.

Umidità e microclima: togliere la motivazione a tornare

Le formiche amano le zone umide. Sotto i lavelli, vicino alla lavastoviglie, lungo porte-finestre e in prossimità di condizionatori a pavimento possono formarsi condense o microperdite che le attirano. Asciuga sempre dopo lavaggi intensi, controlla che i feltrini dei mobili non trattengano acqua, verifica le guarnizioni di lavastoviglie e frigo. Se l’ambiente è spesso umido, un piccolo deumidificatore nei momenti critici riduce la probabilità che nuove esploratrici “scoprano” una fonte d’acqua e mappino un’altra rotta.

Cosa evitare per non danneggiare il parquet e peggiorare la situazione

Gli spray insetticidi a base solvente spruzzati direttamente sul pavimento possono macchiare e non risolvono il problema della colonia. L’aceto puro o l’alcol denaturato versati in abbondanza rischiano di opacizzare la finitura senza cancellare stabilmente le scie. L’acqua in eccesso, usata per trascinare via file di formiche, può infilarsi tra le tavole e sollevare la fibra. Anche il nastro biadesivo attaccato direttamente sul legno, usato come “trappola”, può strappare la vernice al distacco. Meglio lavorare con esche mirate, panni appena umidi e barriere su supporti rimovibili.

Quando chiamare un professionista

Se dopo una settimana di esche il traffico non cala, se vedi più punti di ingresso disseminati per casa o se sospetti un nido in un’intercapedine del solaio o dietro i battiscopa, è sensato contattare un disinfestatore. Un sopralluogo individua la specie (alcune prediligono legno marcescente, altre cercano solo zuccheri) e definisce un piano mirato con gel professionali a dosi precise, posizionati in micro-stazioni che non toccano il parquet. Nei casi di umidità strutturale o risalita dal sottofondo, il tecnico può anche suggerire interventi preventivi sull’involucro edilizio che risolvono alla radice.

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Luisa Redi è una blogger appassionata di bellezza, consigli ai consumatori, lavoretti creativi e organizzazione della casa. Luisa è una persona estremamente appassionata e dedicata al suo blog, e si impegna costantemente per offrire ai suoi lettori contenuti di alta qualità e di valore.