Seleziona una pagina

Oggi vorrei quindi dire qualcosa sulle diverse varietà di rosa e sul loro sviluppo lungo gli anni.
Per raccontare la storia delle rose bisogna partire da molto lontano: reperti fossili indicano infatti che le rose esistono da molto prima dell’uomo e producono i loro splendidi fiori da molto prima che ci fosse un occhio intelligente ad osservarli. Pensate: 40 milioni di anni fa esistevano già le rose!

Le specie di tipo spontaneo producono quasi tutte fiori semplici, con cinque petali disposti a spirale. Le varietà esistenti oggi però sono molte di più, spesso hanno caratteristiche diverse e sono state ottenute attraverso la coltivazione e l’ibridazione.

La maggioranza delle rose da giardino deriva dalla specie nota come Rosa gallica; nel Medioevo, questo fiore si incrociò spontaneamente con la Rosa Damascena, che era stata portata in Europa dalla Siria a opera dei Crociati. Questi incroci e le naturali mutazioni dei fiori avevano dato origine a diverse varietà, nessuna delle quali però era stata prodotta artificialmente dall’uomo.

La svolta nella storia della rosa avvenne alla fine del XVIII secolo, quando arrivarono in Europa le rose cinesi. Le loro particolarità erano il colore e soprattutto la rifiorenza, cioè la capacità di fiorire più di una volta nella stessa stagione. Piano piano i giardinieri impararono a incrociare tra loro tutte queste varietà e a ottenere, per esempio, le rose tea e molti altri ibridi rifiorenti.

Oggi il panorama delle rose è talmente complesso, pieno di diversi colori e forme, che descriverlo in modo esauriente non è facile. Le divisioni più importanti però sono queste:

Rosai botanici: comprendono tutte le specie spontanee e gli ibridi di due specie spontanee differenti. Di solito presentano fiori singoli con soli cinque petali.
Rosai antichi: hanno più petali e più fiori e sono ottenuti da ibridi e mutazioni di rose botaniche.
Rosai ibridi di tea: sono i successori delle ibride rifiorenti dei rosai antichi; hanno spesso fiori doppi, di 10-15 centimetri di diametro.
Rosai floribunda: sono tra i più diffusi oggi. Hanno grandi grappoli di fiori, più piccoli rispetto a quelli delle rose tea, non sempre sono profumati.
Rosai a cespuglio: nascono di solito da ibridi di rose antiche e rose botaniche, sono piante a cespuglio che possono raggiungere un’altezza e una larghezza di 180 centimetri.
Rosai rampicanti e sarmentosi: alcuni derivano effettivamente da piante rampicanti, altri sono mutazioni di ibridi di tea e di floribunda.

Quali scegliere? Le rose botaniche e antiche sono sempre meno diffuse, anche perché fioriscono meno delle varietà moderne, ma non richiedono grandi cure e sono molto belle e profumate. Le rose oggi più piantate nei giardini sono le rifiorenti a mazzi, cioè quelle che portano più fiori sullo stesso stelo; soprattutto le Floribunda sono molto amate, ma anche le Poliantha, che derivano da un’ibridazione spontanea. Sono poi molto amate le rose rampicanti e sarmentose, che permettono di creare degli angoli molto suggestivi.

L’importante è scegliere una collocazione in pieno sole, in un terreno molto ricco e con un ottimo drenaggio. Le rose richiedono concimazione e irrigazione regolari e, nei periodi giusti, una potatura decisa. In questo periodo, invece, è importante tenere presente che non conviene lasciare tutti i boccioli sulla pianta: i fiori saranno più piccoli e sicuramente la fioritura sarà molto dispendiosa per la pianta. Meglio eliminare qualche bocciolo e assicurarsi fiori più grandi e una fioritura più prolungata.

Allo stesso modo, per non far sprecare energia alla pianta, meglio eliminare i polloni, cioè quei fusti verdi eretti che compaiono alla base della pianta: basta tagliarli a un centimetro dalla base con delle cesoie affilate. Un’altro grande “spreco” di energia sono le bacche, cioè i frutti della rosa: se togliamo subito i fiori appassiti, la nostra pianta utilizzerà tutte le sue risorse per produrre nuovi fiori.